Registro Antiriciclaggio della Clientela: Obblighi e Sanzioni

l decreto legislativo n. 231/2007 prevede l’obbligo di istituzione del registro antiriciclaggio (registro della clientela) in capo a determinate categorie di professionisti: essenzialmente dottori commercialisti, CED, CAF, notai, avvocati, revisori contabili, agenti immobiliari e società di recupero crediti.

Cos’è il registro della clientela ai fini antiriciclaggio?

Lo stesso decreto definisce il registro della clientela come “un registro cartaceo nel quale sono conservati i dati identificativi” dei clienti, quali il nome e il cognome, il luogo e la data di nascita, l’indirizzo, il codice fiscale e gli estremi del documento di identificazione o, nel caso di soggetti diversi da persona fisica, la denominazione, la sede legale e il codice fiscale o, per le persone giuridiche, la partita IVA, “acquisiti nell’adempimento dell’obbligo di identificazione”.

In realtà, in capo ai predetti professionisti (soggetti iscritti nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e nell’albo dei consulenti del lavoro; centri elaborazione dati, CAF e patronati; notai e avvocati, società fiduciarie, revisori contabili, agenti immobiliari e società di recupero crediti) sussiste l’obbligo primario di istituire un “archivio formato e gestito a mezzo di strumenti informatici”, mentre il registro antiriciclaggio della clientela cartaceo costituisce un alternativa al primo.

Il decreto legislativo n. 231/2007 stabilisce espressamente all’art. 38 che “In alternativa all’archivio (unico informatico), i soggetti […] possono istituire il registro della clientela a fini antiriciclaggio nel quale conservano i dati identificativi del cliente. La documentazione, nonché gli ulteriori dati e informazioni sono conservati nel fascicolo relativo a ciascun cliente”.

Modalità di tenuta del Registro Antiriciclaggio

Per quanto riguarda le modalità di tenuta del registro antiriciclaggio cartaceo, il d.lgs. 231/2007 sancisce che Il registro della clientela deve essere numerato progressivamente e siglato in ogni pagina a cura del soggetto obbligato o di un suo collaboratore delegato per iscritto, con l’indicazione alla fine dell’ultimo foglio del numero delle pagine di cui è composto il registro e l’apposizione della firma delle suddette persone. Il registro deve essere tenuto in maniera ordinata, senza spazi bianchi e abrasioni.

Termini per effettuare le registrazioni antiriciclaggio

Per quanto concerne i termini per effettuare le dovute registrazioni sul registro antiriciclaggio, il decreto 231 prevede che i soggetti obbligati devono registrare tempestivamente i dati della clientela, e comunque entro trenta giorni dall’accettazione dell’incarico professionale, per non incorrere in sanzioni amministrative antiriciclaggio.

Va evidenziato che l’obbligo di registrazione dei dati della clientela sul libro antiriciclaggio cartaceo non si esaurisce quando il professionista (o altro soggetto obbligato) effettua la registrazione del dati del cliente al momento (o comunque entro 30 giorni) dall’accettazione dell’incarico.

Esiste infatti l’obbligo di aggiornare le informazioni sul registro, ogniqualvolta il professionista abbia la conoscenza successiva di ulteriori informazioni o dal termine della prestazione professionale.

Quali informazioni devono essere registrate oltre ai dati del cliente?

Oltre ai dati del cliente o del titolare effettivo, devono essere registrate due tipologie differenti di informazioni, a seconda che l’operazione compiuta del cliente:

– sia posta in essere nell’ambito di un rapporto continuativo o una prestazione professionale;

– sia di importo effettivo pari o superiore a 15.000 euro.

In particolare, sul registro della clientela ai fini dell’antiriciclaggio si devono registrare:

1) con riferimento ai rapporti continuativi ed alla prestazione professionale:

– la data di instaurazione;

– i dati identificativi del cliente e del titolare effettivo, unitamente alle generalità dei delegati a operare per conto del titolare del rapporto e il codice del rapporto ove previsto;

2) con riferimento a tutte le operazioni di importo pari o superiore a 15.000 euro, anche realizzata mediante micro-operazioni poste in essere per frazionare l’operazione principale:

– la data;

– la causale;

– l’importo;

– la tipologia dell’operazione;

– i mezzi di pagamento e i dati identificativi del soggetto che effettua l’operazione e del soggetto per conto del quale eventualmente opera.

 

Qual è lo scopo delle registrazioni?

La ratio del decreto legislativo n. 231/2001 è quella di rendere più efficace la lotta al riciclaggio di denaro e proventi illeciti, nonché per contrastare il finanziamento del terrorismo, imponendo ai professionisti e agli altri soggetti obbligati una “collaborazione attiva” con le autorità.

Pertanto, è previsto dal decreto 231 che i professionisti e gli altri soggetti obbligati, devono conservare i documenti e registrare le informazioni che hanno acquisito per assolvere gli obblighi di adeguata verifica della clientela affinché questi dati possano essere utilizzati per qualsiasi indagine su eventuali operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o per corrispondenti analisi effettuate dalla UIF o da qualsiasi altra Autorità competente.

Tra l’altro, al fine di rendere l’azione di contrasto al riciclaggio più incisiva, è previsto l’obbligo di rendere disponibili alle autorità  i dati e le informazioni registrati sul registro cartaceo antiriciclaggio  o sull’archivio informatico antiriciclaggio entro tre giorni dalla richiesta.

 Quali sono i tempi di conservazione dei registri antiriciclaggio?

Le informazioni registrate, unitamente ai relativi registri antiriciclaggio, devono essere conservati per 10 anni dalla fine del rapporto continuativo o della prestazione professionale, per non incorrere in eventuali sanzioni amministrative.

L’obbligo di conservazione delle registrazioni sussiste  per un arco temporale molto esteso (10 anni), proprio perché le medesime informazioni registrate potrebbero essere richieste dall’autorità giudiziaria o dalle forze di polizia, per essere utilizzate a fini investigativi o quale elemento di prova, rispettivamente, nelle indagini e/o nei processi penali relativi ali delitti di ricettazione, riciclaggio, reimpiego di proventi illeciti e altre tipologie di delitti economico-finanziari.

Si ricordi tra l’altro che il delitto di riciclaggio previsto dall’art. 648 bis del codice penale si prescrive in 12 anni. Pertanto, l’arco temporale di 10 anni relativo all’obbligo di registrazione appare giustificato in ragione del predetto termine di prescrizione.

Quali sono le sanzioni relative alla violazioni degli obblighi di registrazione?

Le sanzioni amministrative previste a presidio degli obblighi documentali stabili dal d.lgs. 231/2007 sono alquanto pesanti.

In caso di omessa istituzione del registro antiriciclaggio cartaceo il D.lgs. 231/07 prevede una sanzione amministrativa pecuniaria da € 5.000 a € 50.000.

La tardiva, omessa o incompleta compilazione  del registro antiriciclaggio cartaceo, comporta invece una sanzione amministrativa pecuniaria da € 5.000 a € 30.000.

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La IV Direttiva Antiriciclaggio: principali novità contenute nel D.lgs. n. 90/2017

Antiriciclaggio 2017: novità per professionisti con il recepimento della quarta direttiva sull’antiriciclaggio  (direttiva UE 2015/84).

La nuova disciplina antiriciclaggio stabilisce norme più incisive per contrastare, sotto il profilo finanziario, le attività di riciclaggio e terroristiche, e, al contempo, semplificazioni con riferimento ai professionisti (avvocati, commercialisti, notai, agenzie immobiliari e altri soggetti).

Le modifiche alla normativa antiriciclaggio 2017, novellata dal D.lgs. 25 maggio 2017, n. 90, che recepisce la quarta direttiva sulla prevenzione del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, riguardano soprattutto:

  • gli obblighi documentali (non è contemplato il registro della clientela antiriciclaggio) ma permane l’obbligo di conservazione dei dati dei clienti;
  • il regime sanzionatorio, più mite rispetto a quello previsto dalla normativa 2016.

Prima di discorrere di tutte le novità del decreto antiriciclaggio 2017 è opportuno ripercorrere  le tappe temporali, che hanno portato all’introduzione delle nuove norme sul contrasto al riciclaggio.

Le tappe fondamentali sono:

  • Il 25 giugno 2015, data di emanazione della direttiva EU;
  • Il 24 maggio 2017, che è la data di approvazione del decreto antiriciclaggio da parte del Consiglio dei ministri;
  • Il 10 Giugno 2017, che è la data di pubblicazione del decreto lgs. 25 maggio 2017, n. 90 nella Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana degli atti normativi.

Le modifiche alla norme antiriciclaggio 2017: cosa cambia rispetto al 2016? 

Le modifiche non concernono esclusivamente i professionisti e commercialisti.

Per tutti i soggetti contemplati dal decreto 231 sono stabiliti nuovi obblighi sull’antiriciclaggio, soprattutto con riferimento al procedimento di adeguata verifica della clientela e di identificazione del titolare effettivo attraverso la consultazione del registro dei titolari effettivi 2017.

Inoltre, è stata estesa la definizione di persone politicamente esposte, che richiedono un’adeguata verifica rafforzata, sussistendo un maggior rischio antiriciclaggio (in ottemperanza al principio know your customer “conosci il tuo cliente”).

Le novità normative circa la disciplina antiriciclaggio 2017 sono di seguito elencate.

Il Decreto di attuazione della Quarta Direttiva

Il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 maggio 2017, recependo la IV direttiva antiriciclaggio, ha introdotto le seguenti novità normative:

  • Istituzione del registro dei titolari effettivi delle persone giuridiche e dei trust espressi;
  • Definizione di persona politicamente esposta;
  • Abrogazione del registro della clientela antiriciclaggio per professionisti. Tuttavia, per gli stessi permane l’obbligo di registrazione e conservazione dei dati.
  • Il divieto di compere operazioni sospette di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, finché non sia effettuata la relativa segnalazione all’Unità di Informazione Finanziaria.
  • Modifica del sistema sanzionatorio.
  • Potenziamento dei poteri in funzione antiriciclaggio riservati alla Direzione Investigativa Antimafia.

 

Antiriciclaggio 2017: cosa cambia per i professionisti

La disciplina 2017 antiriciclaggio obbliga persone fisiche e giuridiche previste dal decreto 231, essenzialmente operatori finanziariprofessionisti e  operatori non finanziari, ad assolvere gli obblighi di adeguata verifica della clientela (customer due diligence) e di segnalazione di operazioni sospette di riciclaggio.

Tra i professionisti obbligati rientrano  avvocati, notai, commercialisti, esperti contabili, revisori legali e consulenti del lavoro, caf, agenzie immobiliari.

Novità di assoluto rilievo è l’introduzione, da parte della nuova normativa antiriciclaggio 2017, di obblighi rafforzati (adeguata verifica rafforzata), quando si riceve un incarico o una prestazione professionale da parte di assessori regionali, parlamentari europei, sindaci di città metropolitane, sindaci di comuni con almeno 15.000 abitanti e presidenti di società partecipate (esponenti di imprese controllate), direttori di ASL.

Tali soggetti rientrano nelle definizione di persona politicamente esposte, cioè esposte ad un maggior rischio, per la loro influenza, di esser collegati ad attività di corruzione e concussione.

Altre novità circa i nuovi obblighi antiriciclaggio, introdotti con il Decreto Legislativo antiriciclaggio 2017, riguardano gli adempimenti per i professionisti.

In via generale, durante l’esame della posizione giuridica del cliente e nelle fasi preliminari di consulenza è stata confermata l’esenzione dall’obbligo di segnalazione di operazione sospetta.

Inoltre, sono state abolite le ipotesi di segnalazione tardiva, quando:

  • La segnalazione di operazione sospetta sia effettuata, nonostante la preesistenza degli elementi di sospetto, solo successivamente all’avvio di attività ispettive presso il soggetto obbligato, da parte delle autorità,
  • La segnalazione sia effettuata decorsi 30 giorni dal compimento dell’operazione sospetta.

 Identificazione del titolare effettivo e registro dei titolari effettivi dei trust e delle persone giuridiche

Per agevolare l’identificazione del titolare effettivo, cioè della persona fisica che ha l’effettivo controllo dell’impresa o società, viene istituto il registro dei titolari effettivi delle persone giuridiche e i trust presso il registro delle imprese.

Tale registro consentirà ai professionisti di identificare agevolmente la struttura societaria, in ordine all’individuazione della titolarità effettiva delle persone giuridiche.

Altre novità riguardano anche i compro oro: è imposta a partire dal 2017 l’istituzione di un registro dei soggetti abilitati all’esercizio di attività professionale di compro oro e la riduzione della soglia dei pagamenti in denaro contante dai 1.000 a 500 euro.

Semplificazione Antiriciclaggio 2017 per commercialisti e professionisti

La normativa antiriciclaggio prevede che il professionista può effettuare la segnalazione all’UIF o al Consiglio dell’Ordine professionale (esempio; consiglio dell’ordine degli avvocati, consiglio dell’ordine dei commercialisti, consiglio dell’ordine dei consulenti del lavoro).

L’UIF assegna un livello di rischio di riciclaggio o finanziamento del terrorismo della segnalazione ricevuta dai professionisti.

Il successivo esame investigativo delle segnalazioni di operazioni sospetta coinvolge 2 organi: la Direzione investiva antimafia (DIA) e dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza.

Anche le nuove regole antiriciclaggio 2017 hanno confermato l’assoluta riservatezza sull’identità del segnalante.

Inoltre, come già riferito, in ottica di semplificazione, la normativa  antiriciclaggio 2017 esonera i professionisti dall’obbligo di segnalare operazioni sospette quando il cliente gli affida un compito di difesa o rappresentanza o nell’esame della sua posizione giuridica.

Registro della clientela antiriciclaggio

Per i professionisti, non è più menzionato l’obbligo di istituzione del registro della clientela antiriciclaggio 2017. Tuttavia, permane, l’obbligo di registrazione e conservazione dei dati, che di fatto impone l’utilizzo da parte del professionista  di un registro cartaceo e/o informatico, attraverso l’ausilio di un software antiriciclaggio.

 

Persone politicamente esposte

Il Decreto sull’antiriciclaggio 2017, estendendo la definizione di persona politicamente esposta, ha colmato l’incertezza per il professionista sul momento in cui deve espletare obblighi rafforzati di adeguata verifica nei confronti della clientela.

Tra le persone politicamente esposte sono ricompresi:

  • gli assessori regionali;
  • parlamentari europei;
  • i Sindaci di città metropolitane;
  • i Sindaci di comuni con popolazione non inferiore a 15 mila abitanti;
  • gli esponenti di imprese controllate, anche indirettamente, in misura prevalente o totalitaria da comuni capoluoghi di provincia e città metropolitane e da comuni con popolazione complessivamente non inferiore a 15 mila abitanti;
  • i direttori generali di ASL e di aziende ospedaliere, di aziende ospedaliere universitarie e degli altri enti del servizio sanitario nazionale.

Sanzioni antiriciclaggio 2017

Importanti modifiche riguardano le sanzioni.

Il regime sanzionatorio antiriciclaggio 2017 è più mite e idoneo a garantire una proporzionalità tra il fatto illecito e l’entità della violazione.

Sono stati fissati i seguenti parametri per determinare la gravità delle violazioni:

  • intensità e grado dell’elemento soggettivo;
  • grado di collaborazione con le autorità;
  • rilevanza ed evidenza dei motivi del sospetto;
  • reiterazione e diffusione dei comportamenti.

Ecco le sanzioni penali e amministrative previste dal decreto antiriciclaggio 2017

Sanzioni penali

Commette reato chi, essendo tenuto all’osservanza degli obblighi di adeguata verifica, in occasione dell’adempimento dei predetti obblighi, “utilizza” dati e informazioni falsi relativi al cliente, al titolare effettivo, all’esecutore, allo scopo e alla natura del rapporto continuativo o della prestazione professionale e all’operazione.

Tale violazione è punita con la pena della reclusione da 6 mesi a 3 anni e  la multa da 10.000 a 30.000 euro.

Sanzioni amministrative

È stata fissata in 2.000 euro (anziché da 3.000 a 50.000 euro) l’entità della sanzione per i soggetti obbligati che violino gli obblighi di adeguata verifica e di astensione o degli obblighi di conservazione.

Nei casi di violazioni gravi, ripetute o sistematiche ovvero plurime, è applicata la sanzione da 2.500 a 50.000 euro (anziché nella misura del triplo).

Con riferimento all’inosservanza dell’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette:

  • è stata modificata a 3.000 euro l’entità della sanzione;
  • nei casi di violazioni gravi, ripetute o sistematiche ovvero plurime, è applicata la sanzione da 30.000 a 300.000 euro, ulteriormente aumentata nei casi in cui le violazioni gravi, ripetute o sistematiche ovvero plurime producano un vantaggio economico (nel caso in cui il vantaggio sia determinato o determinabile e, comunque, non inferiore a 450.000 euro, la sanzione è elevata fino al doppio dell’ammontare del vantaggio; nel caso in cui il vantaggio non sia determinato o determinabile, la sanzione è elevata fino ad 1 milione di euro);
  • è stata eliminata la sanzione per i casi di tardiva segnalazione;

 

Fonte: Money Laundering

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