Regolamento europeo sulla protezione dati personali, la nuova guida pubblicata dal Garante

immagine-guida-garante-privacy-regolamento-ue

Regolamento europeo sulla protezione dati personali, il Garante per la privacy pubblica la nuova guida. Diritti, responsabilità e semplificazioni per cittadini, imprese, enti e professionisti

Dal 24 maggio 2016 è entrato in vigore il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, contenente una serie di regole comportamentali; si tratta di uno strumento di trasparenza che tiene conto delle esigenze di tutela della privacy fortemente avvertita dai cittadini dell’Unione europea.

Il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali introduce le seguenti novità:

  • definisce regole più chiare in materia di informativa e consenso
  • prevede limiti al trattamento automatizzato dei dati personali
  • pone le basi per l’esercizio di nuovi diritti
  • stabilisce criteri rigorosi per il trasferimento dei dati al di fuori dell’Ue

Guida Garante sulla protezione dei dati personali

Il Garante per la protezione dei dati personali ha recentemente pubblicato la prima guida a commento del Regolamento europeo dulla protezione dei dati personali, entrato in vigore il 24 maggio 2016 e applicabile negli Stati membri dal 25 maggio 2018.

Il documento analizza le novità introdotte dal Regolamento in merito alle garanzie, diritti, responsabilità e semplificazioni previste per cittadini, imprese, enti pubblici, associazioni ed i liberi professionisti.

La guida del Garante affronta i seguenti argomenti:

  • consenso “esplicito”
  • nuove garanzie per il trattamento automatizzato dei dati
  • diritto all’oblio e alla portabilità dei dati
  • nuove garanzie contrattuali per il trasferimento dati personali
  • obbligo di comunicare le violazioni e gli attacchi informatici subiti
  • semplificazioni per imprese ed enti che avranno maggiori responsabilità; le sanzioni in caso di inosservanza
  • introduzione dello sportello unico
  • maggiore responsabilizzazione dei titolari del trattamento dati; introduzione della figura del Responsabile della protezione dei dati
  • ricorso a codici di condotta da parte di associazioni di categoria e altri soggetti; le semplificazioni per chi aderisce ai codici

Guida al nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dati

Condividimi Facebooktwitterlinkedinmail

Relazione annuale Inail: nel 2015 infortuni sul lavoro in calo del 6,6%

 logo_inail

Infortuni in calo, malattie professionali in crescita

  • 637mila le denunce di infortunio registrate
  • 694 morti sul lavoro
  • 11 milioni le giornate di inabilità
  • 59mila denunce di malattia professionale

L’Inail dà i numeri… e ci fanno riflettere! Nella relazione annuale sono stati presentati gli andamenti per l’anno 2015 relativi a infortuni, morti sul lavoro e malattie professionali.  I primi due registrano un calo; le malattie professionali invece sono in netta controtendenza. Questo costringe le aziende a una maggiore cura nella gestione del protocollo sanitario in particolare nell’identificazione univoca di mansioni e fasi di lavoro e nel tenere la memoria storica. A distanza di anni sono infatti requisiti indispensabili per poter affrontare positivamente eventuali contenziosi. Inoltre è indispensabile concentrarsi nella prevenzione, in particolare (guardando i dati) per quanto riguarda gli aspetti ergonomici. Risulta quindi importante uno scambio attivo con il medico competente e un’analisi di eventuali trend critici per interevenire tempestivamente.Qui una sintesi dell’intervento

  •  

    Sintesi dell’intervento

    Circa 637mila le denunce di infortunio registrate.  in diminuzione del 4% rispetto al 2014 e del 22,1% rispetto al 2011. Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono stati poco più di 416mila (-6,6% rispetto al 2014), di cui il 18,2% avvenuto “fuori dell’azienda”.

    Gli infortuni mortali “accertati” sono stati 694 con una riduzione del 2% circa rispetto al 2014 e del 23,4% rispetto al 2011 (dato ancora in consolidamento)

    Circa 11 milioni le giornate di inabilità. In media circa 82 giorni per gli infortuni che hanno provocato menomazione e 20 giorni in assenza di menomazione.

    Malattie professionali: le denunce di malattia sono state circa 59mila (circa mille e 500 in più rispetto al 2014), con un aumento di circa il 24% rispetto al 2011. Ne è stata riconosciuta la causa professionale al 34%. In crescita del 46% rispetto al 2011 le malattie del sistema osteomuscolare.

    Leggi qui tutta la notizia sul sito dell’Inail

https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/news-ed-eventi/news/news_relazione_annuale_inail_20160622.html&tipo=news

Condividimi Facebooktwitterlinkedinmail